PIANI DI LAVORO

Cosa sono i piani di lavoro

I piani di lavoro sono uno strumento tipico della pedagogia Freinet e rappresentano il cuore dell’organizzazione del lavoro in classe.

Sono individualizzati, cioè ogni bambino ha il proprio piano, costruito in base ai suoi bisogni, ai suoi ritmi e agli obiettivi che deve raggiungere.

Nel piano di lavoro l’alunno trova:

• le attività e gli esercizi su cui allenarsi durante la settimana
• i compiti necessari per sviluppare le competenze previste
• i percorsi utili a conquistare i brevetti, che rappresentano il riconoscimento delle abilità realmente acquisite

Il piano di lavoro funziona come un allenamento quotidiano in vista della partita: permette a ogni bambino di esercitarsi in modo mirato, regolare e progressivo, senza pressione e con una forte consapevolezza del proprio percorso.

Autonomia e rapporto educativo

Lavorare attraverso i piani di lavoro sviluppa autonomia, responsabilità e capacità di organizzarsi.
Questa autonomia ha anche un valore prezioso per l’insegnante: permette di spendersi con chi ne ha più bisogno, costruire momenti di relazione uno a uno e dare a ciascun alunno ciò di cui necessita davvero, nel momento giusto.
È un modo per praticare una didattica realmente inclusiva e attenta ai bisogni di tutti.

Valutazione e corresponsabilità

Ogni piano di lavoro contiene sempre:

• l’autovalutazione dell’alunno, che riflette sui suoi punti di forza e sulle difficoltà
• la valutazione dell’insegnante, che osserva l’impegno, la qualità del lavoro e i progressi
• la firma del genitore, che rafforza il legame scuola–famiglia e permette di condividere con serenità l’andamento del percorso

Questa struttura sviluppa responsabilità, consapevolezza e un dialogo educativo continuo.

Cadenza e rapporto con i compiti a casa

Nel nostro caso i piani di lavoro sono quasi settimanali.
Poiché i bambini lavorano intensamente e responsabilmente a scuola, non assegniamo quasi mai compiti a casa ad eccezione di quando è necessaria una memorizzazione o quando, nelle classi più alte, un alunno non riesce ripetutamente a completare il suo piano in classe: in quel caso porta a casa ciò che gli resta da finire, in modo da non interrompere il suo percorso.

C’è anche un motivo pedagogico preciso: i compiti a casa tendono ad ampliare il divario tra chi può essere seguito da un adulto e chi non ha questa possibilità.
Inoltre, anche quando il supporto familiare è presente e prezioso, può accadere che vengano utilizzati metodi o strategie diverse da quelle adottate a scuola; questo, a volte, rischia di creare un po’ di confusione nei bambini.
Lavorare principalmente in classe, invece, permette a tutti di procedere con chiarezza, sicurezza e con il sostegno dell’insegnante.

A casa, al posto dei compiti tradizionali, incoraggiamo attività come scrivere un diario, preparare ricette, occuparsi di piccoli compiti domestici, fare la spesa insieme, organizzare il proprio spazio e coltivare autonomia e responsabilità.
A volte può non essere immediato vedere il legame tra queste esperienze e il successo scolastico, ma in realtà la relazione è molto forte.

Nelle attività quotidiane, infatti, i bambini mettono in gioco molte competenze che a scuola consideriamo fondamentali:

Nel preparare una ricetta si misurano quantità, si calcolano proporzioni, si seguono istruzioni in sequenza. È matematica viva, concreta e comprensibile.
Nel tenere un diario si sviluppano competenze linguistiche, capacità di organizzare un racconto, riflessione su emozioni e fatti, uso consapevole del lessico.
Nel decidere cosa comprare al supermercato si fanno scelte, si confrontano prezzi, si pianifica una spesa, si ragiona sul valore delle cose.
Nel prendersi cura di compiti quotidiani si rinforzano autonomia, responsabilità, ordine, gestione del tempo e capacità di portare a termine ciò che si è iniziato.

Sono abilità preziose per crescere e che sostengono naturalmente il percorso scolastico: rendono i bambini più sicuri, capaci di affrontare problemi reali e di riconoscere l’utilità di ciò che apprendono a scuola.

In questo modo la scuola e la famiglia collaborano per sostenere una crescita armoniosa, completa e davvero significativa.